Il primo saijiki in Occidente, recensione

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A chi sta pensando di creare un saijiki nazionale in Italia, potrebbe essere d’aiuto l’esperienza dei nostri colleghi-haijin americani. Infatti, il primo saijiki vero e proprio in una lingua occidentale (l’Inglese) fu creato e pubblicato nel 1996 daWIlliam Higginson, un poeta americano e uno dei membri-fondatori dell’American Haiku Society, famoso anche per il suo libro”Haiku Handbook: How to Write, Share and Teach Haiku”.
Il saijiki in questione si chiama “Haiku World” ed è un saijiki internazionale. Contiene 680 argomenti stagionali e non-stagionali (suddivisi in Primavera, Estate, Autunno, Inverno, Capodanno, e anche la parte che contiene argomenti non-stagionali, validi per tutto l’anno). Ogni termine è ben commentato e corredato di uno o più esempi di hokku, haiku o senryu. In totale ci sono più di 1000 componimenti scritti in 25 lingue da più di 600 poeti nel mondo (inclusi alcuni autori Italiani). Ogni componimento, se non è scritto originalmente in inglese, è riportato nella sua lingua originale e completo di una traduzione in lingua inglese.
Il “Haiku World” fa riferimento anche ad un altro volume di Higginson, “The Haiku Seasons: Poetry of the Natural World”, in cui l’autore presenta una breve storia del posto della natura nella poesia giapponese. Secondo le parole di Higginson, “The Haiku Seasons” propone la creazione di un saijiki internazionale, basato sul modello giapponese, con le poesie in molte lingue, da paesi e climi diversi”.
L’autore incarna questa sua idea nel volume “Haiku World”, dove tocca gli argomenti difficili come la diversità delle stagioni/clima nel mondo e altre problematiche legate alla creazione di un saijiki internazionale, proponendo soluzioni valide. Il libro è pieno di informazioni preziose, come, per esempio, la differenza tra la parola stagionale (kigo) e il tema stagionale (kidai), haiku che contengono due kigo (con gli esempi di haiku classici), la differenza tra hokku, haiku e senryu, e molto altro.

Nella Prefazione l’autore scrive: ci sono ragioni importanti che suffragano  l’esistenza di questo libro. Primo, l’organizzazione di un saijiki permette di usarlo come un riferimento, una guida alle stagioni e ai fenomeni stagionali,  e un modo veloce per trovare le poesie scritte sul vostro argomento preferito. Molti poeti di haikai giapponesi usano il saijiki per capire meglio il mondo intorno a loro e come gli altri poeti avevano interagito con questo mondo. Un saijiki può portare la profondità della tradizione alle possibilità dell’esperienza immediata.
Secondo, l’arrangiamento delle poesie per argomento e non per autore, trasmette la sensazione della poesia come un lavoro di gruppo, un fenomeno socio-culturale più che lo strambo prodotto di un singolo.
Finalmente, ed il più importante, un saijiki ci aiuta a espandere a nostro piacimento il leggere e scrivere poesie haikai. Perché siccome riusciamo a capire meglio i fenomeni trattati negli hokku, haiku e senryu, capiamo meglio anche questi ultimi. Inoltre, cosa meglio di un saijiki può dare a chi scrive una sensazione del fatto che i nostri lavori entrano in comunione con quelli di altri membri della comunità di poeti e appassionati di poesia?”

Io ho avuto la mia copia in regalo 5 anni fa, da un’amica americana. Ma vedo che ora è disponibile sull’Amazon (sia americano dove costa meno, sia quello italiano), per chi è interessato.
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