Quando avrò tempo…

Scrivero un post di presentazione qui.

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Senryu del Kiyari Senryu club

Oggi presento la mia traduzione di alcuni dei migliori senryu della rivista “Kiyari Senryu”, numero di Giugno 2017. Gli originali gentilmente forniti dalla Signora Oda Junko.

追伸に泳がせておく胸の内 
tsuishin ni oyogasete oku mune no uchi

nel Post Scriptum
lasciato scorrere libero
il vero sentimento

Shibukawa Keishu

La cultura giapponese prevede molta formalità anche nel esprimere i propri sentimenti. L’eroe del senryu probabilmente ha scritto una lettera abbastanza formale, ma alla fine è riuscito a dire più liberamente ciò che sentiva.

***

飾らない本音時には人を刺し
kazaranai honne toki ni wa hito o sashi

quando dici
senza abbellimenti ciò che pensi
ferisci gli altri

Ina Kuniko

***

後悔の数が優しい人にさせ
ko:kai no kazu ga yasashii hito ni sase

è la quantità
di tuoi rimorsi
che ti rende gentile

Ogura Toshie

***

感動の度合いが違う年齢差
kando: no doai ga chigau nenreisa

a seconda dell’età
è diverso il grado
della commozione

Minegishi Terumi

***

孫達がスマホを持って遠くなり
magotachi ga sumaho o motte to:kunari

con gli smartphone
diventano più lontani
i miei nipoti

Takigawa Yoshiko

***

向い風追い風ともに恩がある
mukaikaze oikaze tomoni on ga aru

per entrambi
vento in poppa e vento in prua
provo gratitudine

Hirai Yoshio

***

かたつむりだっていつかは目的地 
katatsumuri datte itsuka wa mokutekichi 

anche la lumaca
un bel giorno arriva
a destinazione

Nagai Shizuyo

Concorso Nazionale di Senryu

Ogni anno l’Associazione Nazionale Giapponese di Senryū (全日本川柳協会), con la partecipazione del Ministro dell’Educazione, Sport e Cultura del Giappone, organizza un concorso di senryū con due sezioni: adulti e giovani. Ai partecipanti del concorso vengono proposti dei temi speciali predefiniti, ma sembra che si possa scegliere anche un tema libero. Vengono premiati 14 migliori componimenti per la sezione adulti e 9 per la sezione giovani. Oggi vi presento alcuni dei senryū vincitori del concorso 2017.
Gli pseudonimi (di solito in Giappone, nell’ambito della poesia, vengono usati degli pseudonimi, anche se alcune persone scelgono di mantenere il loro vero nome) li lascio in scrittura giapponese.
Ringrazio Elisa Bernardinis per il prezioso aiuto.

Sezione adulti.

Premio speciale del Ministro dell’Educazione, Sport e Cultura. Tema: canale.

戦争も平和も運ぶ大運河
sensō mo heiwa mo hakobu ōunga

trasportate
dal grande canale
guerra e pace

Autore: 尾形 尚武
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Il primo saijiki in Occidente, recensione

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A chi sta pensando di creare un saijiki nazionale in Italia, potrebbe essere d’aiuto l’esperienza dei nostri colleghi-haijin americani. Infatti, il primo saijiki vero e proprio in una lingua occidentale (l’Inglese) fu creato e pubblicato nel 1996 daWIlliam Higginson, un poeta americano e uno dei membri-fondatori dell’American Haiku Society, famoso anche per il suo libro”Haiku Handbook: How to Write, Share and Teach Haiku”.
Il saijiki in questione si chiama “Haiku World” ed è un saijiki internazionale. Contiene 680 argomenti stagionali e non-stagionali (suddivisi in Primavera, Estate, Autunno, Inverno, Capodanno, e anche la parte che contiene argomenti non-stagionali, validi per tutto l’anno). Ogni termine è ben commentato e corredato di uno o più esempi di hokku, haiku o senryu. In totale ci sono più di 1000 componimenti scritti in 25 lingue da più di 600 poeti nel mondo (inclusi alcuni autori Italiani). Ogni componimento, se non è scritto originalmente in inglese, è riportato nella sua lingua originale e completo di una traduzione in lingua inglese.
Il “Haiku World” fa riferimento anche ad un altro volume di Higginson, “The Haiku Seasons: Poetry of the Natural World”, in cui l’autore presenta una breve storia del posto della natura nella poesia giapponese. Secondo le parole di Higginson, “The Haiku Seasons” propone la creazione di un saijiki internazionale, basato sul modello giapponese, con le poesie in molte lingue, da paesi e climi diversi”.
L’autore incarna questa sua idea nel volume “Haiku World”, dove tocca gli argomenti difficili come la diversità delle stagioni/clima nel mondo e altre problematiche legate alla creazione di un saijiki internazionale, proponendo soluzioni valide. Il libro è pieno di informazioni preziose, come, per esempio, la differenza tra la parola stagionale (kigo) e il tema stagionale (kidai), haiku che contengono due kigo (con gli esempi di haiku classici), la differenza tra hokku, haiku e senryu, e molto altro.

Nella Prefazione l’autore scrive: ci sono ragioni importanti che suffragano  l’esistenza di questo libro. Primo, l’organizzazione di un saijiki permette di usarlo come un riferimento, una guida alle stagioni e ai fenomeni stagionali,  e un modo veloce per trovare le poesie scritte sul vostro argomento preferito. Molti poeti di haikai giapponesi usano il saijiki per capire meglio il mondo intorno a loro e come gli altri poeti avevano interagito con questo mondo. Un saijiki può portare la profondità della tradizione alle possibilità dell’esperienza immediata.
Secondo, l’arrangiamento delle poesie per argomento e non per autore, trasmette la sensazione della poesia come un lavoro di gruppo, un fenomeno socio-culturale più che lo strambo prodotto di un singolo.
Finalmente, ed il più importante, un saijiki ci aiuta a espandere a nostro piacimento il leggere e scrivere poesie haikai. Perché siccome riusciamo a capire meglio i fenomeni trattati negli hokku, haiku e senryu, capiamo meglio anche questi ultimi. Inoltre, cosa meglio di un saijiki può dare a chi scrive una sensazione del fatto che i nostri lavori entrano in comunione con quelli di altri membri della comunità di poeti e appassionati di poesia?”

Io ho avuto la mia copia in regalo 5 anni fa, da un’amica americana. Ma vedo che ora è disponibile sull’Amazon (sia americano dove costa meno, sia quello italiano), per chi è interessato.

Senryu Kiyari Club

Da qualche anno sono in un rapporto epistolare con Junko Oda, una signora giapponese, membro del senryu club “Kiyari”. La sede del club si trova a Tokyo (infatti è il senryu club più grande della capitale giapponese), ma alcuni membri abitano anche in altre città del paese. Oda-san, per esempio, è di Fukushima. Regolarmente mi manda una scelta di migliori componimenti della loro rivista mensile “Kiyari Senryu”. Oggi ve ne presento alcuni.
I senryu scritti nei vari club tradizionali sono un po’ diversi da quelli che vengono pubblicati nelle colonne di senryu dei giornali (come, per esempio, i Banno Senryu, che regolarmente traduco e posto sulle pagine Facebook “Banno Senryu for Gaijin” e “Takeshi’s Banno Senryu”. Hanno toni più pacati, spesso assomigliano ad una specie di aforismi o saggezze, a volte sono molto poetici, indistinguibili dagli haiku. Ma il loro materiale principale è la vita umana, tutto ciò che ci rallegra o rattrista, o quello che ci fa pensare.

愛してるなんて言わずに共白髪
aishiteru nante iwazuni tomoshiraga

senza mai
dirsi “ti amo” –
invecchia la coppia

本間 四郎

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Quattro venti per una stagione.

Per conoscere meglio il mondo meraviglioso del kigo giapponese, proviamo a vedere da vicino alcuni kigo legati allo stesso fenomeno (vento) che, manifestandosi in modi diversi durante la stessa stagione, può trasmettere al lettore i sentimenti e sensazioni diversi. In questo caso, le diversità dipendono dalla forza del vento (forte o debole, gentile), l’area geografica, il periodo della stagione (inizio, metà, fine ecc.) e alcuni altri aspetti.

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Xenophobic mosquitoes, recensione

Una recensione di Andrea Cecon del libro di Dimitar Anakiev “Xenophobic mosquitoes”.

Dal 2015 fino ai giorni nostri, il continente europeo è stato sconvolto da un gigantesco flusso migratorio di uomini, donne e bambini provenienti da aree geografiche quali il Medio -Oriente e l’Africa (in special modo quella Sub-Sahariana). Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, dei circa un milione di arrivi in Grecia e Italia nell’anno 2015 il 49% erano siriani, il 21% afghani e l’8% iracheni. Le espressioni “crisi europea dei migranti” e “crisi europea dei rifugiati” hanno cominciato ad essere diffusamente utilizzate da Aprile del 2015. Inoltre, fiumane di persone intrapresero la cosiddetta “Rotta Balcanica” in un lungo viaggio a piedi o con mezzi di fortuna, volto a raggiungere la Germania ed i Paesi del Nord-Europa con l’intenzione, una volta giunti a destinazione, di fare una richiesta formale di asilo politico. Le aree di provenienza di queste persone sono sensibili e ad alto rischio a causa di continue guerre che si trascinano ormai da anni.

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Kigo: che cos’è?

“I kigo sono il nostro patrimonio nazionale.”

Momoko Kuroda

 Ciascuno che che si avvicini allo haiku, prima o poi impara il termine giapponese “kigo” (季語). Tradizionalmente, ogni haiku contiene una parola o espressione che si riferisce ad un fenomeno legato a una delle stagioni dell’anno. In Italia, generalmente la spiegazione termina qui: il kigo viene visto come un semplice riferimento stagionale che ci riporta ad un momento o periodo preciso dell’anno. In questo articolo vorrei provare a spiegarvi meglio come i giapponesi considerano il kigo, quanto esso sia diverso da un semplice riferimento stagionale e che funzioni svolge nella poesia.
Ultimamente noto che in Occidente il kigo, anziché un arricchimento, viene visto piuttosto come una difficoltà, quasi un ostacolo, mentre per gli haijin giapponesi è proprio il contrario: il kigo aiuta, facilita la composizione degli haiku e sopratutto è utile a chi si avvicina a questo genere per la prima volta.

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“Al di là del Momento Haiku : Bashō, Buson e i miti degli haiku moderni.

Ripubblico il prezioso articolo di Haruo Shirane tradotto da Elisa Bernardinis.

Haruo Shirane ha conseguito nel 1974 la laurea con lode al Columbia College in letteratura inglese e studi orientali, una laurea magistrale nel 1977 in letteratura giapponese all’università del Michigan, e il Dottorato di ricerca nel 1983 in letteratura giapponese alla Columbia University.

È professore di letteratura e cultura giapponese al dipartimento di lingua e cultura asiatica della Columbia University.

Le materie di studio di cui si interessa sono, oltre alla letteratura giapponese (in particolare classica e pre-moderna, con un’attenzione speciale alla narrativa di genere, alla poesia ed alla teoria della letteratura), le interazioni tra la cultura popolare e nobiliare, la memoria e il linguaggio culturale, l’ecologia letteraria e la concezione culturale della natura.

Ha ricevuto il premio “Ueno Satsuki memorial Prize on Japanese Culture” per i suoi contributi allo studio della cultura giapponese.

Tra le sue pubblicazioni ricordiamo :

(2008) Early modern Japanese Literature : An Anthology, 1600-1900 (Abridged Edition) di Haruo Shirane – New York: Columbia University Press

(1998) Traces of Dreams: Landscape, Cultural Memory, and the Poetry of Basho. Di Haruo Shirane – Stanford: Stanford University Press

Quella che segue è la traduzione dall’inglese, a mia cura con la collaborazione di Valeria Simonova-Cecon, di un suo articolo apparso sulla rivista “Modern haikunumero XXXI:1 (inverno-primavera 2000).

Tutti i componimenti qui riportati sono stati tradotti basandosi sia sulla versione in lingua inglese a cura del professor Shirane, sia su quella originale in lingua giapponese.

Al di là del Momento Haiku : Bashō, Buson e i miti degli haiku moderni

 

A cosa assomigliano gli haiku del Nord America quando vengono osservati dal Giappone? Quale tipo di consigli potrebbero dare maestri di haiku come Bashō o Buson ai poeti che scrivono in inglese?

Che cosa potrebbero dire Bashō o Buson se fossero ancora vivi oggi, se conoscessero l’inglese e quindi potessero leggere gli haiku dei poeti del Nord America?

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