Quando avrò tempo…

Scrivero un post di presentazione qui.

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Alcuni senryu di Antonietta Losito

Purtroppo gli impegni di lavoro e famiglia non mi lasciano tempo di gestire questo blog come si deve. Ma almeno ogni tanto cercherò di postare qualcosa che mi impressiona davvero. Come questi senryu di Antonietta Losito, in mia opinione un’autrice di senryu meravigliosa. Quando leggo i suoi componimenti mi ricordo i migliori esempi di senryu giapponesi publicati nel quotidiano Mainichi Shinbun giornalmente (come sapete, sono i cosiddetti Banno Senryu e potete leggerli in italiano sulla pagina Facebook dedicata).

La maggior parte di senryu contemporanei in Giappone sono dedicati alla famiglia. Anche Antonietta tocca spesso questo argomento:

 

casa d’infanzia
le nostre ombre distorte
sui muri

casa d’infanzia
da una fessura s’insinua
un vento gelido

certe famiglie
scatole di cartone
tenute con la colla

casa di nonna
solo il salice è là
allo stesso posto

morte del nonno –
a versare lacrime
solo le candele

capisco
dal tono di mio marito:
suo padre arriva

cena in famiglia –
in qualche parte dell’Eden
una serpe

ora di cena –
tutti chini a guardare
dentro lo smartphone

La natura umana è uguale in tutti i paesi. Penso che dapertutto possano sucedere le cose del genere:

si intensifica
con l’arrivo dei passanti
la lite in strada

un gatto nero –
fermi in auto a guardare
chi va per primo

a domicilio
solo il medico
della Scientifica

in confessione
giovane prete m’assolve:
“che la forza sia con te

la prima sbornia
e la statua di San Pio
già mi sorride

giunta a un bivio
tutto m’appare più chiaro:
il lavavetri

Spesso i senryu toccano i fatti quotidiani di un paese/una società (in Giappone si chiamano jiji senryu). Chi abita in Italia, non mancherà di sorridere leggendo questi:

sveglia la bestia
anche in un piemontese
la pizza di Cracco

più della Sistina
impressiona gli stranieri
Spelacchio

la principale
ragione del viaggio a Roma
Spelacchio

più alto
del numero dei suoi aghi
il costo di Spelacchio

mi ricorda
lo scopino del water
Spelacchio

scoprire
che era made in P.R.C.
Spelacchio

Mi dispiace solamente che non esiste ancora in Italia una rivista dedicata al genere senryu. Sarebbe un posto adeguato per ospitare questi piccoli gioielli 🙂

 

I miei quattro senryu

Ho tradotto in Italiano i mei ultimi quattro senryu. Li posto qui per non perderli 🙂

tardo autunno –
gli scricchiolii della gru in cantiere
come suoni dall’Ade
 
***

nel negozio on-line
sugli articoli più costosi
meno recensioni 
 
***
 
sotto la pioggia battente
boccioli di magnolia, canti degli uccelli
ed i progetti per il week-end
 
***

 
fango di primavera –
il gatto si muove come 
un maestro di Kung Fu 

Uno haiku di Kaneko Tōta

Il 20 Febbraio 2018 si è spento, all’età di 98 anni, Kaneko Tōta, una leggenda vivente del mondo haiku in Giappone. Alcuni non esitano a definirlo padre degli haiku moderni, o gendai haiku, poiché scriveva spesso componimenti senza kigo, oppure si concentrava su argomenti della vita politica e/o sociale.

Oggi vorrei presentarvi uno dei suoi haiku, scritto 57 anni fa, in un Giappone d’altri tempi.

銀行員等朝より蛍光す烏賊のごとく
ginkōinra asa yori keikōsu ika na gotoku

impiegati della banca
fin dal mattino fluorescenti
come i calamari

Senza kigo nè kireji, nonché fuori misura.

Quando l’ho letto per la prima volta, sono rimasta alquanto sconvolta e sorpresa per questa bizzarra comparazione tra impiegati bancari e calamari. Perché, e in che modo si assomigliano? Forse perché appaiono per le strade, andando al lavoro, quando fa ancora quasi buio con le loro camicie di un bianco smagliante che sembra risplendere nell’oscurità?

Poi ho trovato la spiegazione dell’autore e ho capito quanto sia importante conoscere bene le condizioni in cui un simile componimento è stato scritto.

Un giorno, Kaneko  Tōta visitò, con la sua famiglia, un grande acquario, dove vide i calamari bioluminescenti (o calamari lucciola), che diffondevano una fioca luce blu nelle acque scure. La mattina seguente si recò, come di consueto, nella banca dove lavorava come impiegato. A quei tempi, le banche facevano largo uso di lampade fluorescenti (oramai quasi del tutto dismesse, in tali ambienti). La vista dei suoi colleghi sotto quella fioca e malinconica luce blu, gli ricordò i calamari ammirati il giorno prima.

Grazie a questa spiegazione sono riuscita ad immaginare l’atmosfera e posso affermare che questo haiku mi piace davvero. Nonostante la sua “irregolarità”, l’effetto è molto haiku: un momento di malinconia nell’unione dell’uomo con la natura.

 

Grazie a Maria Laura Valente per il suo prezioso aiuto 🙂

Haiku… artificiali?

又一つ風を尋ねてなく蛙
mata hitotsu kaze o tazunete naku kaeru

ancora una volta
chiedendo al vento
canta la rana

Questo haiku è stato composto da un’intelligenza artificiale.

È stato presentato durante un programma televisivo giapponese, nel quale una sorta di giuria doveva riuscire a capire se il componimento fosse stato scritto da uomo o da un programma.

Mentre alcuni haijin non riuscivano a prendere una posizione netta, altri lo hanno considerato di matrice umana e lo hanno definito “ben fatto!”.

Questo programma-haijin esiste da appena 3 mesi ma è già in grado di usare abilmente alcune componenti degli haiku, come i kigo e i kireji. Nella sua memoria è stato installato un grande database di haiku classici e, durante il processo compositivo, si basa su una sorta di “tendenza statistica” per combinare le parole. Inoltre, per scegliere il kigo, compie ogni volta una ricerca via internet, analizzando possibili parole associate da inserire nel componimento assieme a questo kigo.

Infine, benché gli haijin giapponesi abbiano riconosciuto che il programma è abbastanza avanzato e “competente” da far sorgere dubbi sulla natura umana o artificiale dei suoi componimenti, hanno tuttavia avanzato delle critiche in merito al sistema di selezione delle “parole-associazioni”, ritenendo i suoi risultati troppo ovvi e scontati, almeno allo stato attuale. Sarebbe dunque opportuno bene cambiare l’algoritmo, affinché le associazioni al kigo ricercate non siano solo di tipo diretto ma anche indiretto: sarebbe da trovare una parola-associazione al kigo, e poi cerchare le ssociazioni in riferimento alla parola-associazione trovata.

Vi immaginate un concorso di haiku in cui il vostro componimento perde contro quello scritto dalla macchina? 😀

Senryu di Antonietta Losito

Mi sorprendo ogni volta quando incontro in qualcuno un serio interesse per il senryu. Lo haiku sembra molto più diffuso, conosciuto, apprezzato e discusso. E, di conseguenza, praticato. Inoltre spesso i senryu sono visti come una specie di divertimento, passatempo, qualcosa di inferiore, per forza meno importante e serio rispetto al poetico e nobile haiku.

Mi dispiace che si pensi in questo modo. Studiando i senryu giapponesi ho potuto scoprire quanto ricco e profondo può diventare questo genere se seguito con dedizione. E oggi ho la felicità e l’onore di proporvi i lavori di una autrice italiana che lo dimostra – Antonietta Losito.

Ma prima di passare ai suoi bellissimi componimenti, volevo condividere alcune caratteristiche del senryu spesso sottolineate dagli autori giapponesi.

Senryu è un genere molto libero. Aperto a tutti i temi ed argomenti possibili, dalla vita famigliare ai dibattiti politici, dalle fiabe tradizionali all’intelligenza artificiale, dalla terra al cielo e, ovviamente, all’inferno 🙂

Il senryu è un romanzo in miniatura. Il suo materiale principale è il vasto mondo di pensieri, idee e sentimenti umani. Ogni tipo di sentimento, dalla gioia al dolore, dalla malinconia alla frustrazione, dalla felicità alla rabbia.

Scrivere senryu può essere una specie di terapia. Se sei felice, condividere i tuoi sentimenti positivi aumenta la felicità. Se sei arrabbiato, rattristito, irritato, insomma se non ce la fai più, scrivendo senryu ti puoi sfogare. Spesso i senryuisti giapponesi chiamano i senryu “l’igiene dell’anima”.

Tornando ai lavori di Antonietta, li ho letti con un grande piacere! Molti sono comici o ironici, molti — seri e malinconici. Tutti scritti con grande maestria e vero sentimento. Godeteveli anche voi!

***

Sasso, carta, forbice –
desiderio di qualcosa
cui aggrapparsi

***

Casa d’infanzia
ancor prima di entrare
drizzo la schiena

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Senryu del Kiyari Senryu club

Oggi presento la mia traduzione di alcuni dei migliori senryu della rivista “Kiyari Senryu”, numero di Giugno 2017. Gli originali gentilmente forniti dalla Signora Oda Junko.

追伸に泳がせておく胸の内 
tsuishin ni oyogasete oku mune no uchi

nel Post Scriptum
lasciato scorrere libero
il vero sentimento

Shibukawa Keishu

La cultura giapponese prevede molta formalità anche nel esprimere i propri sentimenti. L’eroe del senryu probabilmente ha scritto una lettera abbastanza formale, ma alla fine è riuscito a dire più liberamente ciò che sentiva.

***

飾らない本音時には人を刺し
kazaranai honne toki ni wa hito o sashi

quando dici
senza abbellimenti ciò che pensi
ferisci gli altri

Ina Kuniko

***

後悔の数が優しい人にさせ
ko:kai no kazu ga yasashii hito ni sase

è la quantità
di tuoi rimorsi
che ti rende gentile

Ogura Toshie

***

感動の度合いが違う年齢差
kando: no doai ga chigau nenreisa

a seconda dell’età
è diverso il grado
della commozione

Minegishi Terumi

***

孫達がスマホを持って遠くなり
magotachi ga sumaho o motte to:kunari

con gli smartphone
diventano più lontani
i miei nipoti

Takigawa Yoshiko

***

向い風追い風ともに恩がある
mukaikaze oikaze tomoni on ga aru

per entrambi
vento in poppa e vento in prua
provo gratitudine

Hirai Yoshio

***

かたつむりだっていつかは目的地 
katatsumuri datte itsuka wa mokutekichi 

anche la lumaca
un bel giorno arriva
a destinazione

Nagai Shizuyo

Concorso Nazionale di Senryu

Ogni anno l’Associazione Nazionale Giapponese di Senryū (全日本川柳協会), con la partecipazione del Ministro dell’Educazione, Sport e Cultura del Giappone, organizza un concorso di senryū con due sezioni: adulti e giovani. Ai partecipanti del concorso vengono proposti dei temi speciali predefiniti, ma sembra che si possa scegliere anche un tema libero. Vengono premiati 14 migliori componimenti per la sezione adulti e 9 per la sezione giovani. Oggi vi presento alcuni dei senryū vincitori del concorso 2017.
Gli pseudonimi (di solito in Giappone, nell’ambito della poesia, vengono usati degli pseudonimi, anche se alcune persone scelgono di mantenere il loro vero nome) li lascio in scrittura giapponese.
Ringrazio Elisa Bernardinis per il prezioso aiuto.

Sezione adulti.

Premio speciale del Ministro dell’Educazione, Sport e Cultura. Tema: canale.

戦争も平和も運ぶ大運河
sensō mo heiwa mo hakobu ōunga

trasportate
dal grande canale
guerra e pace

Autore: 尾形 尚武
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Il primo saijiki in Occidente, recensione

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A chi sta pensando di creare un saijiki nazionale in Italia, potrebbe essere d’aiuto l’esperienza dei nostri colleghi-haijin americani. Infatti, il primo saijiki vero e proprio in una lingua occidentale (l’Inglese) fu creato e pubblicato nel 1996 daWIlliam Higginson, un poeta americano e uno dei membri-fondatori dell’American Haiku Society, famoso anche per il suo libro”Haiku Handbook: How to Write, Share and Teach Haiku”.
Il saijiki in questione si chiama “Haiku World” ed è un saijiki internazionale. Contiene 680 argomenti stagionali e non-stagionali (suddivisi in Primavera, Estate, Autunno, Inverno, Capodanno, e anche la parte che contiene argomenti non-stagionali, validi per tutto l’anno). Ogni termine è ben commentato e corredato di uno o più esempi di hokku, haiku o senryu. In totale ci sono più di 1000 componimenti scritti in 25 lingue da più di 600 poeti nel mondo (inclusi alcuni autori Italiani). Ogni componimento, se non è scritto originalmente in inglese, è riportato nella sua lingua originale e completo di una traduzione in lingua inglese.
Il “Haiku World” fa riferimento anche ad un altro volume di Higginson, “The Haiku Seasons: Poetry of the Natural World”, in cui l’autore presenta una breve storia del posto della natura nella poesia giapponese. Secondo le parole di Higginson, “The Haiku Seasons” propone la creazione di un saijiki internazionale, basato sul modello giapponese, con le poesie in molte lingue, da paesi e climi diversi”.
L’autore incarna questa sua idea nel volume “Haiku World”, dove tocca gli argomenti difficili come la diversità delle stagioni/clima nel mondo e altre problematiche legate alla creazione di un saijiki internazionale, proponendo soluzioni valide. Il libro è pieno di informazioni preziose, come, per esempio, la differenza tra la parola stagionale (kigo) e il tema stagionale (kidai), haiku che contengono due kigo (con gli esempi di haiku classici), la differenza tra hokku, haiku e senryu, e molto altro.

Nella Prefazione l’autore scrive: ci sono ragioni importanti che suffragano  l’esistenza di questo libro. Primo, l’organizzazione di un saijiki permette di usarlo come un riferimento, una guida alle stagioni e ai fenomeni stagionali,  e un modo veloce per trovare le poesie scritte sul vostro argomento preferito. Molti poeti di haikai giapponesi usano il saijiki per capire meglio il mondo intorno a loro e come gli altri poeti avevano interagito con questo mondo. Un saijiki può portare la profondità della tradizione alle possibilità dell’esperienza immediata.
Secondo, l’arrangiamento delle poesie per argomento e non per autore, trasmette la sensazione della poesia come un lavoro di gruppo, un fenomeno socio-culturale più che lo strambo prodotto di un singolo.
Finalmente, ed il più importante, un saijiki ci aiuta a espandere a nostro piacimento il leggere e scrivere poesie haikai. Perché siccome riusciamo a capire meglio i fenomeni trattati negli hokku, haiku e senryu, capiamo meglio anche questi ultimi. Inoltre, cosa meglio di un saijiki può dare a chi scrive una sensazione del fatto che i nostri lavori entrano in comunione con quelli di altri membri della comunità di poeti e appassionati di poesia?”

Io ho avuto la mia copia in regalo 5 anni fa, da un’amica americana. Ma vedo che ora è disponibile sull’Amazon (sia americano dove costa meno, sia quello italiano), per chi è interessato.

Senryu Kiyari Club

Da qualche anno sono in un rapporto epistolare con Junko Oda, una signora giapponese, membro del senryu club “Kiyari”. La sede del club si trova a Tokyo (infatti è il senryu club più grande della capitale giapponese), ma alcuni membri abitano anche in altre città del paese. Oda-san, per esempio, è di Fukushima. Regolarmente mi manda una scelta di migliori componimenti della loro rivista mensile “Kiyari Senryu”. Oggi ve ne presento alcuni.
I senryu scritti nei vari club tradizionali sono un po’ diversi da quelli che vengono pubblicati nelle colonne di senryu dei giornali (come, per esempio, i Banno Senryu, che regolarmente traduco e posto sulle pagine Facebook “Banno Senryu for Gaijin” e “Takeshi’s Banno Senryu”. Hanno toni più pacati, spesso assomigliano ad una specie di aforismi o saggezze, a volte sono molto poetici, indistinguibili dagli haiku. Ma il loro materiale principale è la vita umana, tutto ciò che ci rallegra o rattrista, o quello che ci fa pensare.

愛してるなんて言わずに共白髪
aishiteru nante iwazuni tomoshiraga

senza mai
dirsi “ti amo” –
invecchia la coppia

本間 四郎

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